Ignora collegamenti di navigazione

L’ora di religione? Ci aiuta a interpretare il nostro patrimonio storico al pari delle altre discipline

In risposta all’articolo di Diego Denora pubblicato oggi su Informazione Fiscale dal titolo “Ora di religione: no all’uscita anticipata, meglio l’attività alternativa”, riteniamo opportuno precisare nuovamente la posizione dello Snadir al fine di evitare ogni genere di fraintendimento.

Oggi, chi sceglie di non avvalersi dell’ora di religione ha la possibilità di frequentare un insegnamento alternativo alla religione cattolica oppure, come stabilito dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 203, di allontanarsi da scuola. Attualmente, tra coloro che non si avvalgono dell’irc, la percentuale degli studenti che opta per “l’uscita da scuola” è pari al 45,5%, rispetto al 16,1% che sceglie l’attività alternativa.

A differenza di quanto sostenuto dall’articolista, il nostro sindacato non è promotore dell’attività alternativa all’ora di religione, ma si pone invece dalla parte degli studenti insistendo sul valore formativo e culturale dell’ora di religione. L’insegnamento della religione oggi non si configura come un insegnamento religioso catechistico, bensì come uno strumento adatto a interpretare il nostro patrimonio storico al pari delle altre discipline.
La proposta culturale e formativa della scuola italiana è oltremodo segnata da un pesante storicismo, per cui tutte le discipline, fatta eccezione per quelle matematiche, vengono lette in chiave storica. Se si studia la letteratura italiana, la storia dell’arte italiana e la filosofia occidentale, per quale motivo si dovrebbe ignorare il patrimonio storico della nostra cultura religiosa?

In questo senso, riteniamo che anche chi non si avvale dell’ora di religione abbia il diritto di essere messo al corrente delle nostre tradizioni religiose e del nostro patrimonio culturale.

Certo è che, se ancora quasi il 90% degli alunni, di fronte a un’alternativa spesso inesistente e più leggera, sceglie l’ora di Irc, è perché ne riconosce il valore. Gli studenti, quindi, apprezzano questo insegnamento che offre loro contenuti e strumenti per riflettere sulla complessità dell'esistenza umana nel confronto aperto fra cristianesimo e altri orizzonti di senso e promuove “la partecipazione ad un dialogo autentico e costruttivo, educando all'esercizio della libertà in una prospettiva di giustizia e di pace”, come recitano le indicazioni nazionali.
 

 

Professione i.r. - 2 marzo 2017, h. 13.00