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Ora di religione: istruzioni per l’uso

 

La settimana scorsa, abbiamo dato risposta alla lettera indirizzata al Miur e firmata dal Comitato Nazionale Scuola e Costituzione e da altre tredici associazioni tra cui la Uaar, contro l’inserimento di docenti Irc nelle Commissioni d’esame per la terza media.
 
La polemica lanciata sulle pagine di Orizzonte scuola e riportata dai maggiori quotidiani ha avuto seguito tra le pagine del settimanale Left con un articolo firmato da Roberto Grendene, responsabile nazionale delle campagne Uaar.
 
Grendene si lascia andare ancora una volta alla polemica spicciola contro l’ora di religione e quelli che lui chiama “insegnanti col vangelo”, brandendo lo spauracchio del modello “scuola-parrocchia”, colpevole di svendere la sua laicità e di inseguire a tutti i costi un dialogo col mondo cattolico.
Precisando che avere il Vangelo in mano ci fa soltanto onore, vorremmo puntualizzare che se gli IdR hanno il Vangelo in mano, nell’altra tengono ben strette la Costituzione e il giornale.
 
Quello che l’esperto di comunicazione della Uaar dimentica è che l’Irc trova spazio nella scuola per via un riconoscimento oggettivo da parte dello Stato, che lo considera portatore di grande forza educativa, nonché di contenuti culturali e formativi della persona, al pari delle altre discipline.
 
Ancora una volta si parte da un vizio di fondo: quello di equiparare l’ora di religione a un’ora di catechesi, invece di considerarla per quello che è: ossia un’ora di formazione culturale indispensabile per cogliere aspetti fondamentali della vita e delle tradizioni del nostro Paese.
 
Il fatto che i contenuti relativi ai testi e alla storia della confessione cristiano-cattolica, vengano insegnati da un docente riconosciuto idoneo e proposto dall'autorità ecclesiastica, secondo programmi e libri di testo controllati dalla stessa autorità, non può che rappresentare per i nostri studenti una garanzia di maggiore serietà nella gestione di un insegnamento che indaga gli aspetti fondamentali dell’esistenza.
 
Non è in discussione la laicità dello Stato, ma si tratta di offrire agli studenti gli strumenti culturali sufficiente per comprendere la realtà che li circonda, soprattutto in questo momento in cui la dimensione multietnica e multiculturale della società futura impongono una riflessione alla quale il mondo scolastico non può sottrarsi.
 
Infine, vorremmo ricordare a Grendene che oltre a rivendicare nel 2011 per tutti gli Idr il diritto di essere nominati presidente di commissione per gli “esami di terza media”, abbiamo ottenuto la possibilità di essere nominati Presidenti delle commissioni di esame di Stato di scuola secondaria. Come può constatare, lavoriamo alacremente per rendere i docenti di religione sempre più uguali agli altri docenti della scuola italiana ed europea.
 
Orazio Ruscica

Snadir - Professione i.r. - 7 maggio 2018, h.20,33