La giustizia ribadisce l’illegittimità dell’abuso dei contratti a termine. Ora sono necessarie stabilizzazioni effettive e un incremento strutturale dei posti di ruolo.
Con le sentenze n. 82641/2025 del Tribunale civile di Roma e n. 623/2025 del Tribunale di Viterbo, i giudici hanno nuovamente confermato l’orientamento consolidato in materia di reiterazione abusiva dei contratti a tempo determinato. In entrambi i casi è stato riconosciuto ai docenti di religione ricorrenti il diritto al risarcimento del danno, per un importo complessivo superiore a 525.000 euro.
«Prosegue con determinazione il nostro impegno per il rispetto e la tutela dei diritti dei docenti di religione precari – dichiara Orazio Ruscica, Segretario nazionale Snadir e Presidente nazionale FGU –. Anche queste ulteriori sentenze confermano la fondatezza delle nostre battaglie e l’efficacia dell’azione sindacale intrapresa».
Ruscica aggiunge: «Esprimiamo piena soddisfazione: i Tribunali hanno recepito la giurisprudenza europea e nazionale, confermando la necessità di un intervento strutturale per porre fine all’abuso dei contratti a tempo determinato. La direzione è chiara: immissioni in ruolo annuali e innalzamento dei posti di ruolo fino al 95%. Non si tratta soltanto di una rivendicazione sindacale, ma di una imprescindibile esigenza giuridica e organizzativa, già riconosciuta dalla giurisprudenza, per evitare che il ricorso illegittimo ai contratti a termine continui a ripetersi».
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Fgu/Snadir – Professione i.r. – 19 dicembre 2025 – h.12,00