Con la sentenza n. 3005/2026, la Corte d’Appello di Roma – Sezione Lavoro ha riformato la decisione di primo grado sul riconoscimento del diritto alla Carta del Docente. La sentenzia chiarisce che non può essere negata la tutela per ragioni legate alla presunta mancata prova dell’“attualità del servizio”, soprattutto quando gli elementi utili sono nella disponibilità dell’Amministrazione.
Particolare rilievo assume la posizione dell’insegnante di religione iscritta Snadir, andata in pensione nel settembre 2025 e quindi ‘fuoriuscita’ dal circuito scolastico. Nel caso di specie, non essendo più possibile l’attribuzione del bonus in forma specifica, la Corte d’Appello capitolina, ha riconosciuto la tutela risarcitoria per equivalente.
La decisione richiama il principio affermato dalla Corte di Cassazione n. 29961/2023: quando l’adempimento in forma specifica non è più possibile o viene meno l’interesse concreto, il diritto ‘si converte’ nel risarcimento, garantendo comunque una tutela piena ed effettiva.
“In conclusione – spiega il professore Orazio Ruscica, segretario nazionale dello Snadir e presidente nazionale FGU – la Corte d’Appello ha riconosciuto la tutela in forma specifica per i ricorrenti (tutti insegnanti di religione) ancora in servizio e il risarcimento per equivalente per la nostra iscritta ormai pensionata, applicando per le la prescrizione ordinaria decennale (a fronte della quinquennale per chi è ancora in servizio)”.
“Un pronunciamento che anche grazie all’azione dei legali SNADIR – conclude Ruscica – ribadisce un principio essenziale: l’uscita dal servizio non può cancellare il diritto e, quando la Carta non è più fruibile, il risarcimento per equivalente è lo strumento necessario per assicurare tutela concreta”.
Fgu/Snadir – 10 agosto 2026
