15 Febbraio 2026

Carta Docente, ritardi e incertezze: Fgu/Snadir sollecita il Ministero

Non è ancora stato emanato il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito che avrebbe dovuto definire, entro fine di gennaio, criteri, modalità operative e ammontare della Carta Docente per l’anno scolastico 2025/2026. Un silenzio che ingenera confusione e frustrazione nel mondo della scuola.

«Ancora una volta il personale docente viene lasciato senza risposte concrete – dichiara Orazio Ruscica, Segretario nazionale Snadir e Presidente Fgu–. Gli insegnanti non sanno né quale sarà l’importo della Carta né quando verranno riconosciute le somme arretrate di un beneficio che dovrebbe rappresentare un diritto strutturale, non una concessione occasionale».

La Fgu/Snadir da sempre attenta a questa tematica (ricordiamo che la sentenza del Consiglio di Stato del marzo 2022 che ha riconosciuto il diritto degli incaricati annuali di religione a ricevere la Carta Docente è arrivata a seguito di un ricorso promosso dallo Snadir, prima al TAR del Lazio e poi al Consiglio di Stato) ha più volte sollecitato un intervento risolutivo, segnalando con decisione e chiarezza le troppe criticità di natura amministrativa che bloccano l’erogazione del bonus. In particolare, negli ultimi mesi, la Federazione Gilda-Unams ha chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze di intervenire con urgenza per sanare una situazione che penalizza migliaia di lavoratori della scuola.

«Assistiamo al solito copione fatto di annunci e rinvii – prosegue Ruscica –. Si era parlato a fine 2025, di una riattivazione del portale e di accrediti imminenti, ma siamo a febbraio e della Carta Docente non c’è traccia e notizie. Solo silenzio! Non vorremmo che l’attesa si trasformasse in un esercizio infinito, come in una commedia dell’assurdo».

La Fgu/Snadir resta in attesa – ma non a braccia di conserte – di segnali ufficiali, di risposte e, soprattutto, di provvedimenti immediati. Perché non ci interessano le parole ma vogliamo che le istituzioni competenti pongano finalmente fine a una situazione che mina la fiducia dei docenti e il rispetto dei loro diritti professionali. E su diritti e fiducia non siamo disposti né a derogare né ad aspettare a lungo. Questo sia chiaro!