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Cassazione: salgono a 51 le sentenze contro l’abuso dei contratti a termine per i docenti di religione

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Le sentenze rafforzano il diritto alla stabilizzazione; dal prossimo 1° settembre 6.022 immissioni in ruolo, ma serve portare i posti al 95% per dire davvero addio al precariato
 
Con le ultime due recenti pronunce, la Corte di Cassazione raggiunge le 51 sentenze che ribadiscono un principio ormai granitico: l’Amministrazione scolastica non può continuare a utilizzare contratti a tempo determinato per i docenti di religione oltre il limite di tre anni!
 
La giurisprudenza si è ormai consolidata in modo netto: l’uso reiterato dei contratti a termine, senza giustificazioni valide, è illegittimo. Le sentenze della Suprema Corte non si limitano a riconoscere il torto subito dai docenti, ma obbligano anche il Ministero dell’Istruzione e del Merito a risarcire integralmente i lavoratori, includendo spese legali, compensi professionali e costi generali.
 
Orazio Ruscica, segretario nazionale dello Snadir: “In queste ultime sentenze, relative a ricorsi provenienti dalla Corte d’Appello di Venezia, la Cassazione ha ribadito per l’ennesima volta, che non si possono aggirare le regole. I contratti a termine non possono diventare una trappola permanente. Gli insegnanti di religione coprono posti vacanti stabili dell’organico di diritto, non supplenze temporanee. È ora di finirla con l’abuso del precariato: è ingiusto, è illegale ed è sotto gli occhi di tutti. Adesso basta!”
 
Un segnale importante di cambiamento è arrivato con l’articolo 47, comma 9, del D.L. 36/2022, che ha modificato l’articolo 1-bis, comma 2, aprendo la strada alla stabilizzazione dei docenti di religione con almeno 36 mesi di servizio attraverso una procedura straordinaria non selettiva, basata su una prova orale didattico-metodologica. Le relative graduatorie dovranno essere utilizzate fino al loro completo esaurimento.
 
“La pubblicazione delle graduatorie straordinarie – aggiunge Ruscica – permetterà al 1° settembre 2025 l’immissione in ruolo di 6.022 docenti di religione, rappresentando il primo passo per ridurre il fenomeno del precariato. Ma non ci fermiamo perché è urgente portare la quota di posti di ruolo dal 70% al 95%, così da garantire una vera possibilità di stabilizzazione a tutti i partecipanti.”
 
 
Snadir – Professione i.r. – 30 luglio 2025 – h.17,00