La Corte di Cassazione con la sentenza n. 3096/2018 ha ritenuto di dover condividere questa posizione; in particolare ha ritenuto che il diritto allo studio del pubblico dipendente debba essere contemperato con l’interesse della pubblica amministrazione, che eroga un emolumento economico (la borsa di studio o la retribuzione) nella prospettiva di fruire delle conoscenze acquisite dal dipendente grazie agli studi post-universitari.