Si è svolta questa mattina, alle ore 8.30, l’audizione della Federazione Gilda-Unams (FGU) presso la 7ª Commissione permanente del Senato, nell’ambito dell’esame del D.L. n. 170/2026, recante misure urgenti per la scuola.
Nel corso dell’intervento, la Fgu ha illustrato le principali criticità del provvedimento, presentando proposte emendative sui temi dell’inclusione scolastica, della semplificazione amministrativa, del reclutamento, degli ordinamenti e della tutela dei diritti del personale e degli studenti. Tra le richieste avanzate, la necessità di rendere effettiva la semplificazione degli adempimenti, salvaguardare la collegialità nella predisposizione dei Piani educativi individualizzati, garantire maggiori investimenti per il personale scolastico e rafforzare gli strumenti di contrasto al precariato. La FGU ha inoltre evidenziato le criticità relative alla riorganizzazione degli istituti tecnici e professionali, alle misure per l’integrazione degli studenti stranieri e alla necessità di assicurare regole chiare e risorse adeguate per l’università e la ricerca.
Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione degli insegnanti di religione cattolica, per i quali la FGU/SNADIR ha chiesto l’introduzione di un nuovo articolo 7-bis che preveda l’innalzamento progressivo dal 70% al 95% della quota di posti destinata alle immissioni in ruolo.
«Le procedure concorsuali straordinarie e ordinarie hanno consentito, nel biennio 2025/2026 e 2026/2027, l’immissione in ruolo di 8.650 docenti di religione cattolica, raggiungendo il limite del 70% dell’organico di diritto previsto dalla legge n. 186/2003. È un risultato importante, che ha dato una risposta concreta a migliaia di lavoratori dopo anni di attesa. Tuttavia, il percorso di stabilizzazione è ancora incompleto», dichiara Orazio Ruscica, presidente nazionale FGU e segretario nazionale Snadir.
«Restano circa 4.500 docenti nelle graduatorie ad esaurimento. Con l’attuale limite del 70%, le assunzioni possono avvenire prevalentemente attraverso il turnover, con una stima di circa 450 immissioni in ruolo all’anno. In queste condizioni, per completare l’assorbimento dei docenti ancora in attesa potrebbero essere necessari circa dieci anni. Una prospettiva che rischia di vanificare gli effetti delle procedure concorsuali e di prolungare ulteriormente una condizione di precarietà che dura da troppo tempo».
Da qui la richiesta della Fgu/Snadir: «Chiediamo che il decreto venga integrato con una disposizione che innalzi progressivamente la quota delle immissioni in ruolo dal 70% al 95% e preveda la programmazione annuale delle assunzioni su tutti i posti vacanti e disponibili. Occorre dare continuità al percorso avviato con i concorsi e assicurare tempi certi per la stabilizzazione di chi ha superato le procedure previste e attende ancora una risposta».
Per Ruscica, «la questione riguarda la dignità professionale dei docenti, la certezza del diritto e la qualità del servizio scolastico. La stabilizzazione del personale rappresenta anche una garanzia per gli studenti e per la continuità didattica. Per questo chiediamo al Parlamento di intervenire con una modifica normativa strutturale, capace di superare l’attuale limite e di offrire prospettive concrete a migliaia di insegnanti».
La FGU ribadisce infine che le proposte presentate in audizione mirano a rendere le disposizioni del decreto concretamente applicabili, tutelare i diritti e ridurre il contenzioso, con particolare attenzione alle condizioni di lavoro del personale scolastico e alle esigenze degli studenti.
