FGU/Snadir in audizione alla Camera: per i docenti di religione immissioni in ruolo dal 70% al 95%

Ruscica: “Dopo le procedure di reclutamento, ora serve completare il percorso di stabilizzazione. Non possiamo aspettare altri dieci anni”

La Federazione Gilda-Unams è intervenuta oggi in audizione davanti alle Commissioni riunite V (Bilancio, Tesoro e Programmazione) e VIII (Ambiente, Territorio e Lavori pubblici) della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 3083, di conversione del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile.

A rappresentare la Federazione è stato il presidente nazionale Orazio Ruscica, che ha illustrato le osservazioni della FGU sulle disposizioni riguardanti i comparti della scuola, dell’università, della ricerca e dell’AFAM, soffermandosi in particolare sugli articoli 5 e 6 del provvedimento.

Tra le richieste avanzate nel corso dell’audizione, un intervento specifico per i docenti di religione, attraverso l’inserimento di un nuovo comma all’articolo 5 che preveda l’incremento progressivo, nell’arco di un biennio, della quota di posti destinati alle immissioni in ruolo dall’attuale 70% al 95% dell’organico di diritto.

La Federazione ha chiesto inoltre che venga programmata annualmente l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili, così da garantire la piena copertura dell’organico e accelerare la stabilizzazione del personale docente di religione ancora precario.

“Abbiamo chiesto al Parlamento di intervenire su una situazione che non può essere ulteriormente rinviata – dichiara il presidente nazionale della Federazione Gilda-Unams e segretario nazionale Snadir, Orazio Ruscica –. Le procedure straordinarie e i concorsi ordinari hanno consentito di immettere in ruolo 8.650 docenti di religione nel biennio 2025/2026 e 2026/2027, ma nelle graduatorie a esaurimento restano ancora circa 4.500 docenti. Con l’attuale limite del 70%, il rischio è che il percorso di stabilizzazione si trascini per circa dieci anni. Non è una prospettiva accettabile”.

Portare progressivamente la quota al 95% significa utilizzare in modo più efficace i posti vacanti e disponibili e dare continuità al percorso di reclutamento già avviato – prosegue Ruscica –. Chiediamo una programmazione certa delle assunzioni, perché chi da anni lavora nella scuola e ha superato le procedure previste merita una prospettiva stabile. La stabilizzazione dei docenti di religione deve essere una priorità”.

La Federazione Gilda-Unams ha inoltre chiesto l’introduzione di una specifica misura di salvaguardia per i vincitori delle nuove procedure concorsuali assunti con contratto a tempo determinato finalizzato all’immissione in ruolo perché non ancora in possesso dell’abilitazione al momento della stipula del contratto. Dopo la disposizione prevista per l’anno scolastico 2025/2026, che ha consentito ai docenti abilitati entro il 31 dicembre 2025 di essere assunti a tempo indeterminato e di avviare immediatamente il periodo annuale di formazione e prova, la FGU ritiene necessario estendere la medesima tutela anche all’anno scolastico 2026/2027.

 

“Chiediamo che venga garantita continuità a una misura che il legislatore ha già riconosciuto come giusta ed efficace – dichiara Ruscica –. I vincitori delle nuove procedure concorsuali che conseguiranno l’abilitazione entro il 31 dicembre 2026 non possono essere penalizzati rispetto ai colleghi che si sono trovati nella stessa situazione nell’anno scolastico precedente. Sarebbe irragionevole costringerli ad attendere un ulteriore anno per l’immissione in ruolo definitiva e per lo svolgimento dell’anno di prova.”.

Nel corso dell’audizione, la FGU ha poi espresso una valutazione positiva sulla modifica prevista dall’articolo 5 in materia di conferma in ruolo e permanenza nelle graduatorie dei concorsi ordinari. La nuova disciplina, secondo la Federazione, corregge un effetto distorsivo che avrebbe potuto penalizzare docenti vincitori di concorso, consentendo loro di conservare la posizione nelle graduatorie dei concorsi ordinari anche dopo la conferma in ruolo. La FGU ha tuttavia evidenziato la necessità di ulteriori garanzie, tra cui un meccanismo che salvaguardi il contingente complessivo delle immissioni in ruolo.

Sulle scuole paritarie, la Federazione ha evidenziato le criticità legate alla proroga del regime transitorio sul requisito dell’abilitazione, chiedendo che alla misura siano affiancati percorsi abilitanti stabili e accessibili. Per i servizi educativi e scolastici comunali dell’infanzia, ha invece sottolineato l’esigenza di accompagnare le proroghe con una programmazione ordinaria del reclutamento e del fabbisogno di personale.

Per quanto riguarda l’università, la FGU ha chiesto che le risorse originariamente destinate alla vertenza degli ex lettori di lingua straniera non vengano riallocate prima di una ricognizione nazionale completa e pubblica, in grado di verificare il fabbisogno ancora esistente, le somme effettivamente erogate e gli oneri già sostenuti direttamente dagli Atenei.

La Federazione ha espresso, inoltre, soddisfazione per il riconoscimento pieno dei titoli AFAM come lauree e lauree magistrali, mentre sul riordino del Consiglio Universitario Nazionale ha sollecitato un’informativa e un confronto con le organizzazioni sindacali rappresentative.

“L’obiettivo che abbiamo indicato alle Commissioni è quello di trasformare le proroghe e gli interventi emergenziali in un percorso di riforme strutturali – conclude Ruscica –. Scuola e università hanno bisogno di programmazione, stabilità e valorizzazione delle professionalità. Per i docenti di religione questo significa soprattutto non disperdere il lavoro fatto con le procedure di reclutamento e creare le condizioni per arrivare rapidamente alla piena stabilizzazione”.