Incontro Ufficio Scolastico Provinciale sulle Utilizzazioni… senza parole o quasi…

Nella giornata del 20 settembre, dopo quasi un mese di attesa dall’ultimo rilievo 

fatto lo scorso 26 agosto nel quale evidenziavamo come sindacato la mancata informazione preventiva relativamente le ore di part time e le domande di utilizzazione dei docenti di ruolo di religione, si è avuto presso la sede dell’USP in via Pradello a Bergamo, un incontro nel quale l’Amministrazione rappresentata dalla dott.ssa Graziani ed i funzionari rag. Nota e il dott. Albanese, hanno dimostrato chiaramente che gli insegnanti di religione, siano essi di ruolo o non di ruolo, vengono nei fatti trattati come docenti di cui ci si può anche dimenticare. La norma contrattuale sulle utilizzazioni ed assegnazioni è stata di fatto, dall’amministrazione, disattesa. L’USP di Bergamo ha emesso un decreto di utilizzo lo scorso 26 agosto senza prendere visione delle domande di utilizzo che i docenti della diocesi di Bergamo hanno prodotto (ne siamo certi e per questo ringrazio don Michele di aver atteso per primo alla norma contrattuale)  nei termini stabiliti, cioè a dire lo scorso 5 agosto. In poche parole, l’Ufficio Scolastico Regionale, con precisione l’Ufficio VII, molto probabilmente non ha trasmesso le domande di utilizzo all’Ufficio III AT di Bergamo, ciò lo deduciamo dal fatto che lo stesso rag. Nota, candidamente ha affermato di non aver ricevuto alcuna domanda… ma la cosa che lascia davvero di stucco come l’amministrazione "periferica" di Bergamo non sappia che le competenze proprio per gli insegnanti di religione di ruolo siano dell’Ufficio VII USR Lombardia al quale  rimandano,ma che allo stesso tempo si sostituiscono emettendo decreti alla cieca. Fermo restando che l’ufficio irc della Diocesi ha trasmesso nei termini di legge quanto di sua competenza, l’amministrazione invece ha omesso quanto di suo specifico dovere contrattuale e procedurale, cioè a dire: 1) controllare che tra gli utilizzi del 2015/2016 e 2016/2017 non ci fossero differenze in modo particolare la questione dei nuovi utilizzi (cioè "trasferimenti" da una scuola all’altra), il rag. Nota a riguardo ha affermato che è stata una svista…; 2) nel caso di differenze, chiedere quanto di sua competenza all’ufficio VII dell’USR (le domande cartacee); 3) dare comunicazione preventiva, così come avviene per tutti i docenti, delle richieste di utilizzo degli IdR; 4) emettere il decreto, non solo specificando l’intesa raggiunta (giusta e doverosa), ma anche tenendo conto della richiesta dei docenti e che veniva così soddisfatta la loro richiesta. 

Invece cosa è successo? che abbiamo preso il telefono, chiamato i colleghi  e chiesto loro se avessero prodotto la domanda e rassicurati che la procedura era stata rispettata sia da parte del lavoratore, sia da parte dell’Ufficio IRC, abbiamo appurato che proprio l’amministrazione ne è risultata deficitaria.

Ebbene, nonostante le chiare minacce della dott.ssa Graziani di voler ritirare il decreto, creando non si sa quale scompiglio rinviando a dicembre ogni ulteriore decreto, quasi a sottolineare che il lavoratore, la curia e il sindacato fossero responsabili della mancata osservanza della procedura, e non l’amministrazione che ha preso sottogamba la questione. Ciò   che abbiamo chiesto  è semplicemente la verifica della presenza delle domande ed eventualmente procedere alla formalizzazione.

Siamo pronti a portare l’amministrazione regionale e la sua estensione territoriale a Bergamo sulla retta esecuzione delle procedure previste dal CCNI dello scorso 15 giugno, ciò rasenta quasi, se non lo è già, un comportamento antisindacale e anticontrattuale.

Una cosa è certa: l’intesa non si tocca, tale è e tale rimane e i docenti rimangono nelle loro sede di utilizzo così come comunicato il 26 agosto u.s.. Ma è preciso dovere dell’Amministrazione operare secondo modalità e scadenze previste dal contratto senza portare al tavolo paritetico, giustificazioni del tipo che sono oberati di lavoro, ognuno a suo modo è oberato di lavoro, ma quattro domande di utilizzo non aggravano più di tanto il lavoro già di per sé gravoso. Sarebbe bastato dire: è vero abbiamo sbagliato come possiamo risolvere velocemente? Invece sembrava che il problema fosse la corretta azione sindacale  Purtroppo per l’amministrazione lo Snadir c’è ed è rappresentativo, siamo docenti come gli altri e nessuno può bypassare il contratto!

 

Quanto sarebbe bello, lasciateci dire in conclusione, che ognuno operasse bene… non si verrebbero a creare queste situazioni fastidiose per i lavoratori e chi li rappresenta e poco utili all’amministrazione.

La Delegazione Snadir