Apprendiamo da notizie di stampa che all’Istituto comprensivo 1 di Piacenza sarebbe stato di fatto sospeso l’insegnamento della religione cattolica per gli alunni che ne avevano fatto regolarmente richiesta. La criticità segnalata sarebbe riconducibile alla decisione di disporre, in sostituzione dell’ora di religione cattolica, un’ora di educazione civica, prevedendo contestualmente che l’insegnante di religione svolgesse attività anche con alunni che avevano espresso la volontà di avvalersi delle attività alternative.
Una scelta che finisce per scontentare tutti e, soprattutto, per non dare attuazione alla volontà già espressa dagli alunni e dalle loro famiglie secondo modalità e scadenze fissate dalle specifiche disposizioni ministeriali e Accordi internazionali. “Sarebbe invece stato necessario garantire, sin dall’avvio delle lezioni – afferma il segretario nazionale dello Snadir, professore Orazio Ruscica – sia l’insegnamento della religione cattolica per gli aventi diritto,con i docenti di religione già assunti per tale insegnamento, sia l’organizzazione delle attività alternative per chi non se ne avvale, mediante la tempestiva individuazione del docente incaricato”.
“In tale contesto – afferma il segretario nazionale dello Snadir – potrebbe configurarsi un possibile profilo di responsabilità organizzativa e gestionale (“culpa in organizzando”) in relazione a provvedimenti che, per come risultano rappresentati, appaiono inadeguati rispetto all’evento determinatosi (Decreto Legislativo n. 165/2001, art. 25)”.
La norma, infatti, stabilisce che il Dirigente scolastico promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi, per l’esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie e per l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli alunni: elementi fondamentali cui va data concreta attuazione fin dai primi giorni di attività didattica, senza lasciare ‘sospesa’ l’ora di religione.
“Riteniamo inoltre – conclude il professore Ruscica – che l’eventuale sostituzione dell’ora di religione cattolica con altre attività si ponga in palese contrasto con la Legge n. 121/1985, con il DPR n. 751/1985 e con il DPR n. 175/2012, poiché non verrebbe assicurato l’insegnamento della religione cattolica previsto per il primo ciclo di istruzione per coloro che se ne avvalgono, con grave danno per la scelta delle famiglie e per un insegnamento inserito pienamente nelle finalità della scuola, che offre agli alunni strumenti indispensabili del sapere religioso.
Per queste ragioni chiediamo un immediato chiarimento alla scuola interessata e l’intervento dell’USR competente, affinché sia ripristinata senza indugio l’ora di religione cattolica per gli aventi diritto e siano attivate tempestivamente le attività alternative nel pieno rispetto delle opzioni espresse dalle famiglie”.
Fg7Snadir – 17 ottobre 2026