Risale a febbraio 2019 la proposta avanzata dalle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna di organizzare il sistema educativo secondo la disponibilità economica di ogni singola regione, sulla base delle previsioni contenute nell’art. 116 della Costituzione, modificato dalla riforma del Titolo V approvata nel 2001, che consente a ciascuna Regione ordinaria di negoziare particolari e specifiche condizioni di autonomia. L’obiettivo era quello di regionalizzare la scuola e l’intero sistema formativo tramite una vera e propria “secessione” delle regioni più ricche, prevedendo un sistema scolastico differenziato in materia di offerta formativa, trattamento economico del personale scolastico, criteri per la selezione del personale e dello scorrimento delle graduatorie.
- differenziare la programmazione, l’offerta formativa e i percorsi di alternanza scuola-lavoro;
- disciplinare autonomamente l’assegnazione di contributi alle istituzioni scolastiche paritarie;
- regionalizzare i fondi statali per il diritto allo studio, anche universitario;
- regionalizzare il trattamento economico del personale scolastico.