La Corte d’Appello di Venezia, dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione, ha rivisto due proprie decisioni originariamente sfavorevoli agli insegnanti di religione, adeguandosi all’ormai stabile indirizzo giurisprudenziale in tema di abuso nella reiterazione dei contratti a termine.
In favore dei docenti di religione che avevano proposto ricorso è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno, per una somma complessiva che supera i 264.600 euro.
«Queste pronunce rafforzano ulteriormente il percorso che abbiamo intrapreso a difesa dei docenti di religione precari – evidenzia Orazio Ruscica, Segretario nazionale Snadir e Presidente nazionale FGU – e attestano, al tempo stesso, la solidità e la continuità del lavoro sindacale che portiamo avanti da anni».
Ruscica aggiunge: «È ormai indispensabile un intervento organico per porre fine all’uso distorto dei contratti a tempo determinato. La direzione è chiara: programmare immissioni in ruolo ogni anno e portare la percentuale dei posti di ruolo almeno al 95%. Solo così si potrà superare, una volta per tutte, il ricorso illegittimo ai rapporti di lavoro a termine».
Se desideri procedere con un ricorso per il risarcimento del danno contro la reiterazione dei contratti a tempo determinato per oltre i 36 mesi scrivi a ricorsi@snadir.it.
Snadir – Professione i.r. – 24 aprile 2026
