Scuola, tagli personale, Federazione Gilda-Unams/Snadir: il 20 novembre scioperiamo per restituire dignità alla scuola

La Federazione Gilda Unams ha proclamato per il prossimo 20 novembre uno sciopero nazionale di tutto il personale della scuola. L’obiettivo è chiedere un deciso cambio di rotta nelle politiche scolastiche, maggiori investimenti nell’istruzione pubblica e interventi concreti a tutela della dignità professionale ed economica di docenti e personale ATA.

A spiegare le ragioni della mobilitazione è Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams, che denuncia una progressiva riduzione delle risorse destinate alla scuola, una condizione che attraversa governi di diverso orientamento politico e che continua a compromettere la qualità del sistema d’istruzione.

“La bozza della legge di Bilancio che in questi giorni sta circolando, è una beffa, l’ennesima, ai danni della Scuola e dell’Istruzione” ha dichiarato Castellana.

Al centro della protesta ci sono innanzitutto i circa 7.000 tagli agli organici previsti dalla nuova legge di Bilancio, che si aggiungono alle riduzioni già disposte lo scorso anno. Una scelta che rischia di aggravare le difficoltà delle istituzioni scolastiche, mentre sarebbe necessario investire nella riduzione del numero di alunni per classe e nel rafforzamento degli organici.

La mobilitazione riguarda anche il potere d’acquisto degli stipendi, la Carta del Docente, il mancato riconoscimento dell’anno 2013 ai fini della progressione di carriera, le criticità delle riforme degli istituti tecnici e professionali e le condizioni di sicurezza degli edifici scolastici.

Particolare attenzione viene riservata al precariato strutturale e all’eccessivo carico burocratico che grava sul personale e sulle segreterie, sottraendo tempo e risorse alle attività didattiche. Come sottolineato da Castellana, occorre superare il modello della scuola trasformata in un «progettificio» e restituire centralità all’insegnamento, agli studenti e alla relazione educativa.

La Federazione chiede risorse immediate per gli stipendi, interventi sulla sicurezza, una reale semplificazione amministrativa e un sistema di reclutamento stabile, capace di contrastare il ricorso sistematico ai contratti a termine.

«La scuola ha bisogno di investimenti strutturali, organici adeguati e personale valorizzato», dichiara Orazio Ruscica, segretario nazionale Snadir e presidente della Federazione Gilda Unams. «Il 20 novembre saremo in sciopero per chiedere risposte concrete a partire dalla stabilizzazione dei precari e dal riconoscimento della dignità professionale ed economica di tutti i lavoratori della scuola, compresi gli insegnanti di religione».

Lo sciopero del 20 novembre sarà un momento di mobilitazione per riportare la scuola pubblica al centro delle scelte politiche e rivendicare condizioni di lavoro, risorse e prospettive professionali all’altezza della sua alta funzione educativa e sociale.

 

FGU/Snadir – 04 novembre 2026