Senato, audizione FGU/Snadir su povertà educativa e dispersione scolastica: necessaria una strategia strutturale per garantire il diritto all’istruzione

Si è svolta ieri pomeriggio, presso il Senato della Repubblica, l’audizione della Federazione Gilda-Unams/Snadir nell’ambito dell’indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica.

Nel corso dell’intervento, la FGU/Snadir ha ribadito come tali fenomeni rappresentino una delle principali emergenze democratiche del Paese, in quanto incidono direttamente sull’effettiva attuazione dei principi costituzionali di uguaglianza e diritto all’istruzione. La povertà educativa, è stato sottolineato, non riguarda soltanto la carenza di competenze di base, ma l’accesso diseguale alle opportunità formative, culturali e sociali, con effetti che compromettono la possibilità per molti giovani di costruire un progetto di vita dignitoso.

I dati più recenti evidenziano forti divari territoriali e sociali: l’abbandono scolastico resta significativamente più elevato nel Mezzogiorno e colpisce in misura molto maggiore gli studenti provenienti da famiglie con basso livello di istruzione. A ciò si aggiunge il fenomeno della dispersione implicita, che riguarda gli studenti che, pur completando i cicli di studio, non raggiungono competenze adeguate.

La FGU/Snadir ha richiamato la necessità di superare una visione meramente formale dell’uguaglianza, adottando invece un approccio di equità sostanziale. In questa prospettiva, il sistema educativo deve essere in grado di differenziare gli interventi, rispondendo sia ai bisogni degli studenti in difficoltà sia alla valorizzazione dei talenti, evitando forme di esclusione o dispersione “silenziosa”.

Particolare attenzione è stata dedicata al rischio di frammentazione del sistema nazionale di istruzione, legato alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e all’autonomia differenziata. La Federazione ha ribadito il ruolo centrale dello Stato nel garantire diritti uniformi su tutto il territorio nazionale, sottolineando il pericolo di “tutele differenziate” che potrebbero ampliare le disuguaglianze tra regioni.

Tra le proposte avanzate:

  • definizione di standard nazionali vincolanti su numero di alunni per classe, servizi di supporto (psicologi, educatori) e accesso a trasporto e mensa;
  • riduzione del numero di studenti per classe, soprattutto nei contesti più complessi;
  • revisione delle politiche di dimensionamento scolastico, evitando accorpamenti che penalizzano qualità e inclusione.

Sul fronte delle politiche di coesione e del PNRR, la FGU/Snadir ha evidenziato criticità legate a una governance eccessivamente burocratica e a una logica competitiva che rischia di favorire i territori già più forti. Pur riconoscendo i risultati ottenuti nella riduzione dell’abbandono, la Federazione ha sottolineato la necessità di interventi strutturali e continuativi, sostenuti da organici stabili e adeguati.

Un ulteriore punto centrale riguarda il clima scolastico: la Federazione ha espresso contrarietà a modelli eccessivamente punitivi nella valutazione del comportamento, ribadendo l’importanza di un approccio educativo e inclusivo, capace di prevenire l’esclusione e favorire la partecipazione degli studenti.

Fondamentale anche il tema dell’orientamento e delle transizioni tra i diversi gradi di istruzione, spesso momento critico in cui maturano fenomeni di abbandono. La FGU/Snadir ha messo in guardia da percorsi troppo rigidi e orientati esclusivamente alle esigenze del mercato del lavoro, che rischiano di creare canali di segregazione formativa.

Infine, la Federazione ha ribadito la centralità del personale scolastico: la precarietà diffusa e il turn over compromettono la continuità educativa, soprattutto nei contesti più fragili. Servono, pertanto, piani pluriennali di stabilizzazione del corpo docente come misura strutturale di prevenzione della dispersione.

“La scuola non può essere lasciata sola ad affrontare fenomeni così complessi e radicati – ha dichiarato Orazio Ruscica, segretario nazionale Snadir e Presidente Fgu. – Povertà educativa e dispersione scolastica sono il riflesso di disuguaglianze profonde che attraversano il Paese e che richiedono risposte strutturali, non interventi episodici. È indispensabile investire in modo stabile sul personale, ridurre il numero di alunni per classe e rafforzare i servizi di supporto, soprattutto nei territori più fragili. Solo così si può garantire davvero il diritto all’istruzione e restituire centralità alla scuola come presidio di coesione sociale e crescita civile”.

In conclusione, la FGU/Snadir ha evidenziato che povertà educativa, abbandono e dispersione sono il risultato di disuguaglianze profonde e sistemiche. Per affrontarle è indispensabile una strategia organica e di lungo periodo, fondata su equità sostanziale, investimenti stabili e valorizzazione della scuola come presidio civile e comunità educante.

Solo attraverso politiche coerenti e inclusive sarà possibile garantire pari opportunità reali a tutti gli studenti e rafforzare il ruolo della scuola come motore di coesione sociale e sviluppo democratico.