Sentenza CGUE C‑155/25: un ulteriore e autorevole sostegno europeo contro l’abuso dei contratti a termine nella scuola

Necessario superare il limite del 70% e portare i posti di ruolo per l’irc almeno al 95%

Lo SNADIR richiama l’attenzione sulla recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, causa C‑155/25 (Commissione c. Italia), che ha censurato il sistema italiano per l’assenza di misure effettive idonee a prevenire e sanzionare il ricorso abusivo ai contratti a tempo determinato, in violazione dei principi europei in materia.

“Tale sentenza – ha dichiarato Orazio Ruscica, Segretario nazionale Snadir e Presidente FGU – rappresenta un passaggio di straordinaria importanza anche per i docenti di religione cattolica precari. La CGUE ribadisce con chiarezza che non è più tollerabile l’utilizzo reiterato dei contratti a termine per coprire esigenze stabili e permanenti del sistema scolastico.”

“Per questo motivo – continua Ruscica –  chiediamo con forza un intervento legislativo che superi il limite anacronistico del 70% previsto dalla legge 186/2003 e porti almeno al 95% la quota dei posti destinati alle immissioni in ruolo. Solo così sarà possibile ridurre realmente il precariato storico, garantire continuità didattica agli studenti e restituire dignità professionale ai docenti di religione che da anni assicurano il funzionamento della scuola italiana”.

La FGU/SNADIR invita inoltre a sostenere la petizione per stabilizzazione, titolarità, mobilità e dignità dei docenti di religione: Firma la petizione

Nel quadro di tutela predisposto da FGU/SNADIR, resta ferma l’iniziativa legale finalizzata alla richiesta del risarcimento del danno, ai sensi dell’art. 12 del d.l. n. 131/2024.

Per modalità di adesione e dettagli operativi si rinvia a scrivere ricorsi@snadir.it