La Corte di Cassazione ha stabilito il diritto della ricorrente all’assunzione in ruolo, considerato che si trovava in posizione utile (21 cattedre disponibili) e che il numero di posti in organico non è oggetto di intesa tra Ufficio Scolastico regionale e Diocesi (e quindi non era legittimo ridurre da 21 a 11 le cattedre da assegnare a ruolo)
