Esprimiamo la nostra piena solidarietà a Sua Santità Papa Leone XIV e condanniamo con fermezza, senza alcuna esitazione, le parole inqualificabili pronunciate dal presidente degli Stati Uniti nei confronti del Santo Padre. Le affermazioni del signor Trump, così come le accuse rivolte a un grande uomo di pace quale è il Papa, risultano indegne e meritano il biasimo non solo nostro, ma di chiunque abbia a cuore la serenità e la pace nel mondo.
Si tratta di un attacco verbale scriteriato ed esecrabile, al quale Papa Leone XIV ha saputo rispondere con fermezza e dignità, dimostrando che nessuna arroganza e nessun potente del mondo possono permettersi esternazioni offensive e censurabili.
Come cattolici, come cittadini laici e come persone di buon senso, condividiamo le parole del Santo Padre, che condanna l’abuso del messaggio evangelico da parte di alcune figure pubbliche, le cui azioni e dichiarazioni contribuiscono a rendere il mondo più insicuro, instabile e segnato da conflitti e divisioni.
Noi, come il nostro Papa, siamo contro la guerra e a favore della pace, che va costruita attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e il multilateralismo tra gli Stati. È questo l’unico percorso possibile per rispondere alle sofferenze di tanti innocenti e per costruire un mondo migliore, lontano da logiche di scontro e sopraffazione.
A tal proposito, facciamo nostre le parole del Vangelo di Matteo (5,9):
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”.
Solo chi costruisce la pace e si impegna a superare i conflitti somiglia a Dio. Nessun potere terreno, nessuna leadership politica può arrogarsi un’autorità morale che non si fondi sulla giustizia, sull’umiltà e sul rispetto dell’altro. Il messaggio evangelico non può essere piegato a logiche di divisione o di contrapposizione: chi lo strumentalizza si allontana dal suo significato più autentico.
Orazio Ruscica, Segretario Nazionale Snadir
