TESTO DEL DISCORSO GRIDATO DAL NOSTRO SEGRETARIO REGIONALE MARINO BRUNO AL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE ("OSTRUZIONE")!!!
" Signor Ministro, è da 50 anni che – in occasione di vicende sociali, economiche, ambientali – sento dire queste frasi: “Ora basta!”, “La misura è colma!”, “Mai più! “. Queste frasi, oggi, non le penso e non le dico più, e invito i giovani a non pensarle e – conseguentemente – a non dirle, perché sono diventate un ritornello che scandisce, accompagna, celebra situazioni di ristagno e sociali ed economiche e ambientali, che si trascinano da troppi decenni. Noi docenti precari di religione è da 20 anni che attendiamo il secondo concorso per essere immessi in ruolo. Non dico “Ora basta! “, non dico “La misura è colma! “, non dico “Mai più! “.
La Costituzione è respiro, è vita!
Lei non è responsabile delle mancanze passate del Ministero che presiede attualmente, ma oggi sì, lo è! E oggi, oggi, oggi onori quanto ormai è stato ampiamente stabilito
dal suo Ministero: i due bandi di concorso straordinario e ordinario, affinché non slittino oltre il 31 di dicembre 2023.
Lei ha il dovere e il potere di modificare subito la miopia del suo Ministero nei decenni passati, perché adesso c’è lei seduto su quella poltrona.
Perché è competenza sua, solo sua, pienamente sua!
Responsabilità sua, solo sua, pienamente sua!
Una parte della realizzazione, oggi, dell’articolo 35 è sua, nel suo impegno di annullare il precariato, tutto il precariato di tutti i docenti, di tutte le materie scolastiche! Fra
queste, anche dei docenti di religione. Rimandare nel 2024 l’emissione del bando? Ma si rende conto che scherza sulla pelle di migliaia di donne e di uomini? Rimandare nel
2024 significa dare vita ad una cultura del soffocamento, non del respiro. Significa prolungare il precariato. E prolungare il precariato è soffocare. Firmare per l’attuazione dei due
concorsi è dare respiro, è respirare la dignità del lavoro e del lavoratore. Il 22 ottobre 2022 lei ha giurato di contribuire a dare l’attuazione e il respiro alla Costituzione nella
scuola: il punto primo dei suoi impegni, adesso, è promulgare i due bandi entro quest’anno. Non glielo chiedo io di apporre la firma, glielo impone anche l’Europa, che è già
intervenuta istituzionalmente a dire che il precariato è un’ingiustizia, è un’umiliazione. Costituzione italiana e Unione europea: dovrebbero bastare abbondantemente queste due
realtà a farle sentire il dovere, il dovere d’incontrarsi in tempi rapidi con le organizzazioni sindacali e – in tempi altrettanto rapidi – di apporre quella firma che dà respiro
all’attuazione della Costituzione in campo lavorativo, e dà rispetto a quello che è stato disposto dall’Unione europea, quell’Unione sperata e voluta già nell’immediato dopoguerra
da uomini che avevano visto in modo sano, e avevano visto lontano.
Per dare respiro a migliaia di docenti precari che attualmente vivono in uno stato di umiliazione e di insicurezza. Quello che prima ho definito soffocamento.
Incontri le organizzazioni sindacali e poi firmi i due bandi: fedeltà alla Costituzione per lei oggi deve, prioritariamente, significare questo. Per essere Ministro dell’Istruzione e non
Ministro dell’ostruzione ".
